Un’ informazione non corretta e scelte politiche errate hanno portato ad una cultura contraria all’utilizzo dell’elettricità come fonte di riscaldamento.
Nei paesi a noi vicini e, in modo particolare al nord, il riscaldamento elettrico sta diventando il sistema più usato.
Il perché è semplice:
- Minori costi di gestione
- Minor costo di istallazione
- Minore inquinamento
- Maggiore sicurezza
- Maggiore flessibilità
Ora anche da noi, grazie all’obbligo di adeguarci alla riduzione dei gas serra in riferimento al protocollo di Kyoto, agli incentivi, agli sgravi fiscali, al libero mercato dei gestori elettrici, diventa sempre più conveniente usare l’energia elettrica per riscaldare le nostre case.
Per capire perché convengono i pannelli elettrici radianti, è bene riflettere su alcuni punti che probabilmente non si conoscono:
(A) I sistemi tradizionali ad acqua, con caldaia e radiatori, a pavimento o parete, usano la combustione di gas (metano o gpl), gasolio, legna, per produrre energia termica. Il rendimento (a volte anche del 90/95 %) delle caldaie dichiarato dai costruttori si riferisce a particolari condizioni di funzionamento in continuo e ad una determinata potenza; in pratica il funzionamento è intermittente e con potenze diverse per cui il rendimento può scendere anche al 50%. Se vogliamo fare un esempio pensiamo al consumo dichiarato delle automobili che non è mai reale, ma sempre minore perché viene misurato con certi parametri in base a normative decise a priori ed uguali per tutti, ma non rispondenti ad una guida normale su strada; caso mai possono servire per una comparazione tra due macchine. Il calore dalla caldaia viene trasmesso all’acqua, la quale viene spinta nei tubi da circolatori, per giungere ai radiatori ed è inevitabile che in questi passaggi si verifichino altre perdite energetiche che vanno ad influire sul rendimento finale di tutto l’impianto termico. In definitiva il concetto di riscaldare acqua per scaldare l’ambiente è poco efficiente in quanto il suo rendimento è basso.
(B) L’acqua calda giunge al radiatore che è quello predisposto al riscaldamento dell’ambiente. I radiatori cedono il loro calore all’aria dalla quale sono lambiti (sono strutturati per rendere massimo questo scambio termico) ed è quest’ aria calda che a sua volta riscalda l’ambiente: è il riscaldamento per convezione. Questo concetto di riscaldare non è funzionale per diversi motivi:
- L’aria calda tende sempre a salire per cui si creano movimenti d’aria nell’ambiente con relativo trasporto di polveri che inevitabilmente si respirano.
- Siccome l’aria calda tende a salire, avremo una stratificazione con temperature diverse dell’ambiente. Per avere 20° C a 1,5 / 2 mt di altezza, che è quella che serve, lo strato d’aria prossimo al soffitto può giungere a 25° C e a livello del pavimento a 16° C. E’ chiaro che a queste condizioni non può esserci benessere: i piedi saranno freddi e l’aria respirata sarà troppo calda e polverosa. Inoltre l’aria calda negli strati superiori non serve direttamente allo scopo, ma è solamente energia sprecata.
- In un ambiente riscaldato per convezione è l’aria calda che poco alla volta cede calore alle pareti, ma in forma molto limitata in quanto il calore viene trasmesso ai muri per conduzione (l’aria cede il suo calore quando lambisce il muro) e questo fa si che i muri siano sempre più freddi dell’aria circolante. Questo spiega perché negli ambienti riscaldati con sistemi convettivi si percepisce un disagio di freddo anche se la temperatura dell’aria è 20° C. Il nostro corpo, più caldo delle pareti, cede calore per irraggiamento alle pareti stesse, per cui sentiamo freddo.
- Per non percepire questo disagio, si aumenta la temperatura dell’aria di 2°/3°C. Questo, oltre ad aumentare i moti convettivi con relativo disagio e polvere, aumenta i consumi in modo esponenziale. Infatti si consuma molta più energia elevando la temperatura da 20° a 22°C che non elevandola da 16° a 18°C in quanto aumenta la diversità di temperatura tra esterno ed interno e di conseguenza aumentano le dispersioni termiche.
- Altre dispersioni si hanno quando il vettore del riscaldamento, che è l’aria calda, sfugge all’ambiente portando con sè il calore passando da porte che vengono aperte e da trafilaggi vari.
A confronto il sistema radiante RADIEL risulta superiore sotto tutti i punti di vista:
- Il rendimento è sempre del 100% in quanto la potenza elettrica assorbita viene trasformata tutta in energia radiante e ceduta all’ambiente direttamente.
- Il calore viene diffuso per irraggiamento. La pietra di 2 cm con la sua fiammatura frena i deboli moti convettivi che si formano sempre quando una superficie è più calda dell’ambiente circostante e parimenti ne aumentano la superficie radiante (una superficie rugosa è superiore ad una liscia di pari misura). L’irraggiamento che è una propagazione di raggi infrarossi, anche chiamati raggi termici, ha la particolarità, essendo un’onda elettromagnetica, di riscaldare i corpi solidi (muri, pavimenti, corpo, ecc.) senza riscaldare l’aria. Non vi è polvere in movimento, l’aria respirata risulta più fresca e si ha la piacevole percezione di un salutare calore penetrante. Le temperature dell’ambiente risultano omogenee in tutti i punti: tra pavimento e soffitto ci può essere la diversità di 1°C. Non avendo la necessità di riscaldare l’aria, ma solamente la struttura muraria ed il corpo, non vi sono sprechi e neppure ulteriori dispersioni legate alla fuga di aria calda che in questo caso non è più il vettore del calore trasportato. Il tutto si traduce in un forte risparmio energetico e di denaro.
- In un ambiente riscaldato per irraggiamento, le pareti e tutto l’ambiente risultano caldi e l’aria più fresca; questo non permette, nel modo più assoluto, la formazione di muffe sui muri anche se l’aria risulta particolarmente umida (cucina, doccia). Le muffe, infatti, si formano sulle pareti umide e questa umidità si genera dalla condensazione dell’umidità contenuta nell’aria riscaldata a contatto delle pareti fredde.
- I muri caldi ed asciutti disperdono meno il calore, diventano più isolati termicamente, a tutto vantaggio del risparmio di energia. Questo è un altro fattore che determina il minor bisogno di w/mq occorrenti per riscaldare l’ambiente con sistemi a puro irraggiamento.
- Da ultimo, ma non per importanza, l’irraggiamento è benefico per l’organismo. Il calore radiante penetra nel corpo in modo più profondo che non quello trasmesso dall’aria e, studi nel campo naturopatico, lo hanno paragonato all’elioterapia in quanto ai benefici che se ne possono ricavare per la salute; questo è ancora più valido se il calore radiante proviene da superfici naturali come la pietra. Questa non si carica elettrostaticamente ed ha un effetto riduttivo sui moti convettivi dell’aria e, quando si riscalda, le sue molecole vibrano con una frequenza particolare che noi percepiamo diversa e più piacevole. Inoltre le superfici in pietra fiammata, anche se molto calde, non scottano la pelle se inavvertitamente venissero toccate. Molto importante per famiglie dove ci sono bambini che per loro natura sono molto curiosi e toccano tutto.
Dalle considerazioni fatte ai punti (A) e (B) si può dedurre che i sistemi convenzionali hanno rendimenti molto bassi che possono essere così quantificati:
- circa il 30% dell’energia prodotta dalla combustione viene persa durante i numerosi passaggi del sistema (rendimento caldaia mai ottimale, consumo energia circolatori elettrici, dispersioni dei tubi anche se isolati, ponti termici, ecc.).
- un ulteriore 40% si perde per il concetto errato di riscaldare per convezione in luogo dell’irraggiamento.
Per cui risulta evidente che un sistema convenzionale di riscaldamento sia poco efficiente da un punto di vista di benessere percepito, energetico ed ambientale.